Suono e Percezione 1° Parte

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 5) il fattore di cresta fc, è il rapporto tra il valore di picco ed il valore efficace. Per un’onda sinusoidale il fattore di cresta è uguale a √2 in valore assoluto e 3 dB in valore relativo (= 20Log[√2]).    

6) La fase assoluta j rende conto della posizione dell’onda in relazione con l’istante di inizio della sua osservazione. Si misura in gradi (°) oppure in radianti (rad). E’ una grandezza che entra in gioco quando per qualunque ragione si verifica una sovrapposizione di suoni della stessa frequenza. In tale eventualità, il risultato finale in termini di livello sonoro apparente dipende dalla fase relativa, ovvero dalla differenza tra le fasi assolute delle onde di pressione che si sovrappongono.

Il nostro orecchio è infatti sensibile solo al livello o intensità di un suono, mentre è insensibile alla fase assoluta di un’onda di pressione sonora. Un’eventuale sovrapposizione di suoni in opposizione di fase sarà percepita come tale in virtù della cancellazione reciproca degli stessi.

Formulazione matematica:         s(t) = S·sin[2πF·t]

Frequenza = 1/periodo

Lunghezza d’onda = velocità del suono/frequenza


Una sorgente sonora reale (uno strumento musicale, un diffusore acustico, ecc.) non emette mai un suono puro, cioè di una singola frequenza, come nel caso del diapason, ma un suono complesso, costituito dalla sovrapposizione di suoni di diversa frequenza (o componenti sonore), seppure di valori correlati tra loro.

Ciò implica che non avrà più senso parlare di una singola frequenza, bensì si avrà a che fare con una gamma di frequenze, né esisterà più una singola lunghezza d’onda bensì una gamma di lunghezze d’onda.

Emissione da sorgenti sonore

Una sorgente sonora, come può essere considerato l’insieme costituito da uno strumento musicale e da colui o colei che lo suona, emette onde sonore in pressoché tutte le direzioni


La presenza di superfici più o meno ampie in vicinanza della sorgente sonora, con la loro conformazione ed il materiale di cui sono realizzate, modifica le naturali caratteristiche di emissione della sorgente, al punto di divenire un tutt’uno inscindibile con quest’ultima.


Tutto ciò avviene indipendentemente dal genere di sorgente sonora con cui si ha a che fare.

Esistono casi in cui l’influenza dell’ambiente sul suono prodotto da una qualsivoglia sorgente risulta deleteria, tanto da rendere il suono fastidioso o poco intelligibile.  


 

Fronte d’onda e direzione di propagazione di un’onda sonora

 

Il suono emesso da una sorgente sonora si propaga per il tramite di spostamenti delle molecole d’aria dell’ambiente circostante. Questi spostamenti determinano infinitesime variazioni istantanee della pressione ambientale.

In ogni istante, attorno alla sorgente sonora, è teoricamente possibile individuare superfici isobare, i cui punti sono cioè caratterizzati dal medesimo valore di pressione; queste costituiscono i cosiddetti fronti d’onda della radiazione sonora.

La direzione in cui si propaga una radiazione sonora, di norma denominata per questo direzione di propagazione, è sempre perpendicolare al suo fronte d’onda.

Intuitivamente, a breve distanza da una sorgente sonora, il fronte d’onda è una superficie che la racchiude, avendo una conformazione ad essa similare.

Per una sorgente sonora ideale, di forma sferica, anche i fronti d’onda della sua radiazione sonora saranno costituiti di superfici sferiche, per cui si avrà emissione in tutte le direzioni. Si parla allora di sorgente omnidirezionale.

I fronti d’onda sono superfici sferiche concentriche, di diametro sempre maggiore quanto più ci si allontana dalla posizione fisica della sorgente; ad una certa distanza, il fronte d’onda può allora essere considerato una superficie piana, e come tale caratterizzato da un’unica direzione di propagazione.

 

Una sorgente sonora reale (di fatto intesa come la sorgente sonora vera e propria più gli oggetti e le superfici che la attorniano a breve distanza) presenta fronti d’onda ben più complessi di una semplice sfera. Questo implica che il suono verrà emesso con diversa intensità a seconda della direzione di propagazione considerata.

Inoltre, la conformazione dei fronti d’onda è sempre variabile a seconda della frequenza di emissione sonora considerata.

Pertanto, accanto all’ideale sorgente che produce emissioni sonore in ogni direzione, come detto denominata “omnidirezionale”, ne esistono altre che evidenziano la peculiarità di essere più propense ad emettere con maggiore efficacia in certe direzioni piuttosto che in altre.

Esistono per esempio casi reali in cui una sorgente sonora può essere definita “unidirezionale” o anche  “bidirezionale”, con intuibili riferimenti alle sue doti di emissione.

In generale, una sorgente sonora reale vede mutare le proprie attitudini emissive al variare della frequenza. Tipicamente, una sorgente sonora reale è omnidirezionale per emissioni sonore delle frequenze più basse che essa è in grado di generare e tende a divenire sempre più direzionale quanto maggiore è la requenza del suono emesso.

Tutto questo conduce alla necessità di introdurre il fondamentale concetto della “dispersione” di una sorgente sonora.   

 

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